Se stai cercando un esempio di piano marketing hotel, molto probabilmente non ti manca la voglia di fare marketing.
Ti manca chiarezza.
Hai provato diverse cose:
- hai pubblicato contenuti sui social
- hai lavorato con le OTA
- magari hai anche rifatto il sito
Eppure il risultato è sempre lo stesso:
- le prenotazioni arrivano, ma non sono prevedibili
- i margini sono bassi
- non sai cosa sta funzionando davvero
Questo succede perché stai usando strumenti, ma non hai un sistema.
Un piano marketing hotel serve proprio a questo: trasformare attività scollegate in un percorso che porta il cliente dalla ricerca alla prenotazione.
In questo articolo vediamo un piano marketing hotel esempio concreto, entrando davvero nel funzionamento dei canali.
Cos’è un piano marketing hotel e perché oggi è fondamentale
Un piano marketing hotel è l’insieme delle strategie e dei canali che ti permettono di trasformare una ricerca su Google in una prenotazione.
Oggi il cliente non prenota più in modo diretto e lineare.
Fa un percorso.
Cerca su Google, guarda le schede degli hotel, confronta recensioni, visita più siti, torna indietro, valuta i prezzi e solo alla fine prenota.
A volte in pochi minuti, altre volte dopo giorni.
Questo è il punto chiave: se non sei presente nei momenti giusti, perdi il cliente.
Un piano marketing hotel esempio serve proprio a coprire tutte queste fasi, senza lasciare spazio ai competitor.
Piano marketing hotel esempio: da dove partire per aumentare le prenotazioni
Il primo errore che fanno molti albergatori è partire dagli strumenti.
“Devo fare SEO”
“Devo sponsorizzare”
“Devo essere sui social”
Ma senza una direzione, ogni azione resta isolata.
Prima devi capire una cosa semplice: non ti serve più marketing, ti serve un sistema che genera prenotazioni.
E per costruirlo devi partire dal comportamento reale del cliente.
Come funziona il processo di prenotazione di un cliente oggi
Oggi un cliente raramente prenota “di impulso”, soprattutto quando deve scegliere un hotel tra tante alternative simili.
Nella maggior parte dei casi fa un piccolo percorso di valutazione, anche se spesso dura pochi minuti e avviene tutto molto velocemente.
- Cerca su Google
- Guarda le schede degli hotel
- Confronta recensioni
- Visita più siti
- Torna indietro
- Prenota

A volte tutto questo processo si chiude in dieci minuti. Altre volte il cliente esce, continua a confrontare altre opzioni, ci ripensa la sera o torna il giorno dopo da un altro dispositivo.
Ed è proprio qui che entra in gioco il marketing.
Il punto non è solo “farsi trovare”, ma essere presenti nei momenti che contano davvero: quando il cliente cerca, quando confronta, quando ha un dubbio e quando è vicino alla decisione finale. Se in uno di questi passaggi il tuo hotel non è abbastanza visibile, credibile o chiaro, molto spesso la prenotazione va a un concorrente.
Un piano marketing hotel efficace serve proprio a questo: accompagnare il cliente lungo tutto il percorso, senza lasciare scoperti i passaggi che precedono la prenotazione.
Google Business Profile: il primo passo del piano marketing hotel
Quando qualcuno cerca un hotel, la prima cosa che vede non è il tuo sito.
È l’insieme di informazioni che Google organizza per rispondere in maniera coerente alla richiesta dell’utente.
Ti faccio un esempio pratico.
L’utente fa una richiesta “hotel a Lecce” e questo e’ il risultato che Google mostra:

Quando un cliente cerca “hotel lecce”, non vede un’unica lista.
Vede 4 livelli diversi di informazione, ognuno con un ruolo preciso nel piano marketing.
1. Sezione ANNUNCI (Google Ads)
La prima cosa che compare sono gli hotel sponsorizzati.
È la prima fascia in alto, quella con scritto “Hotel sponsorizzati”
Qui compaiono gli hotel che stanno pagando per essere visibili subito.
È la zona più visibile e più “calda” di tutta la pagina.
Qui arrivano persone che hanno già deciso di cercare un hotel e stanno scegliendo dove prenotare.
Se sei presente in questa sezione, entri subito nel processo decisionale.
Se non ci sei, succede una cosa molto semplice: i primi click vanno ai tuoi competitor.
Questo livello serve a intercettare domanda immediata.
Non crea interesse.
Lo cattura.
2. Mappa + schede Google Business Profile
Subito dopo gli annunci, il cliente trova la mappa con le schede degli hotel.
Ed è qui che rallenta un attimo e inizia a confrontare.
Guarda le recensioni, il punteggio, le foto, la posizione.
Non sta ancora prenotando.
Sta decidendo chi merita attenzione.
Se la tua scheda Google Business Profile è curata, entri tra le opzioni.
Se è trascurata, vieni scartato prima ancora che il cliente entri nel tuo sito.
Questo è il livello della fiducia.
Qui trovi:
- la mappa
- i pin con i prezzi
- la lista degli hotel sotto
Questa è la vera zona decisionale, perché qui l’utente:
- guarda posizione
- confronta prezzi
- clicca sulle schede
3. I prezzi sotto la mappa
Questa è la parte che genera più confusione.
NON sono il tuo sito.
Sono prezzi presi da:
- Booking
- Expedia
- altri portali
Cosa significa davvero
Google sta facendo una cosa molto precisa: sta trasformando la ricerca in una comparazione prezzi.
Il cliente vede:
- hotel
- prezzo
- alternative
E decide in pochi secondi.
Come funzionano i comparatori prezzo su Google Hotel Ads
Come ragiona il cliente
Non legge tutto. Valuta velocemente:
- quante recensioni hai
- che punteggio hai
- che foto mostri
- dove sei
In pochi secondi decide se cliccare o passare oltre.
Come ottenere più recensioni: 4 strategie semplici per aumentare la fiducia e i clienti online
Livello 4: comparazione prezzi → la decisione finale
Arrivati qui, il cliente entra nella fase finale.
Google mostra prezzi da Booking, Expedia e altri portali. O se hai una scheda Business collegata bene, mostra anche il prezzo che hai pubblicato sul tuo sito.
È la vera fase di confronto diretto.
Il cliente valuta rapidamente:
- chi costa meno
- chi offre di più
- dove prenotare è più semplice
E decide.
Se non convinci qui: il cliente non arriverà mai al sito.
Il sito web dell’hotel: come trasformare le visite in prenotazioni
Se il cliente supera il primo filtro, cioè la ricerca su Google, le recensioni e il confronto iniziale con altri hotel, arriva sul tuo sito.
Ed è proprio qui che la partita si fa seria.
Perché fino a questo momento il cliente ti ha solo preso in considerazione. Non ti ha ancora scelto davvero.
Il sito è il luogo in cui quell’interesse deve trasformarsi in fiducia, e la fiducia deve trasformarsi in prenotazione.
Il problema è che molti hotel investono tempo e denaro per portare visitatori sul sito, ma poi li perdono proprio lì, nel momento più delicato.
È un po’ come invitare una persona a visitare una struttura bellissima e poi lasciarla da sola all’ingresso, senza accompagnarla, senza rispondere alle sue domande, senza aiutarla a capire perché dovrebbe fermarsi proprio lì.
Quando un potenziale cliente entra nel sito di un hotel, nella sua testa si attiva subito una sorta di check mentale. Anche se non se ne rende conto, si sta facendo domande molto precise:
- questo hotel è davvero adatto a me?
- La posizione è comoda?
- Le camere sono come me le immagino?
- Il prezzo è coerente con quello che offre?
- Posso prenotare in modo semplice e sicuro?
- Ci sono vantaggi rispetto a Booking?
E il punto è proprio questo: il cliente non legge il sito come leggeresti un articolo.
Lo scansiona.
Cerca conferme.
Cerca segnali rassicuranti.
Cerca motivi per fidarsi.
Molti siti di hotel, invece, commettono sempre gli stessi errori.
Sono anche belli da vedere, curati nella grafica, magari con belle immagini, ma poco chiari nel momento in cui dovrebbero guidare la scelta.
Non spiegano subito qual è il valore della struttura, non mettono in evidenza i vantaggi, non accompagnano il cliente verso la prenotazione.
E quando una persona si sente confusa, fa la cosa più naturale del mondo: esce.
Spesso non abbandona l’idea del soggiorno. Abbandona quel sito.
E a quel punto torna su Booking, dove tutto gli sembra più semplice, più immediato, più confrontabile.
Ecco perché il sito dell’hotel non dovrebbe essere pensato come una semplice vetrina online. Non è una brochure digitale. È uno strumento commerciale vero e proprio. Deve aiutare il cliente a decidere.
Per farlo bene, un sito efficace deve prima di tutto ridurre i dubbi.
Deve chiarire subito dove si trova l’hotel, a chi è adatto, che tipo di esperienza offre e quali servizi include. Deve poi mostrare i benefici in modo concreto: non solo “camere eleganti”, ma magari “camere silenziose nel centro storico”, “colazione inclusa”, “parcheggio comodo”, “terrazza panoramica”, cioè elementi che aiutano il cliente a capire perché dovrebbe scegliere proprio quella struttura.
Poi c’è un altro aspetto spesso sottovalutato: la prenotazione deve essere facile.
Se il cliente non trova subito il pulsante giusto, se deve cercare troppo, se il percorso è macchinoso o poco rassicurante, il rischio di perdere la conversione sale moltissimo. Ogni passaggio inutile diventa una piccola frizione. E online, le frizioni si pagano care.
Un buon sito, quindi, non deve necessariamente stupire con effetti speciali.
Non deve essere complicato.
Deve essere chiaro, credibile e orientato all’azione. Deve prendere per mano il visitatore e accompagnarlo verso una risposta semplice: sì, questo è l’hotel giusto per me.
Per questo il sito non dovrebbe mai limitarsi a “mostrare” la struttura.
Dovrebbe vendere bene l’esperienza, togliere incertezze e rendere la prenotazione il più naturale possibile.
Perché alla fine il suo compito non è impressionare.
È far decidere.
SEO e Google Ads nel piano marketing hotel: differenze e quale scegliere
Quando si parla di marketing per hotel, uno dei dubbi più comuni riguarda proprio questi due strumenti: SEO e Google Ads.
Spesso vengono nominati insieme, ma senza spiegare davvero cosa fanno e quando usarli.
Partiamo quindi da qui, in modo semplice.
La SEO è tutto quello che ti permette di comparire su Google nei risultati “normali”, cioè quelli non a pagamento. È un lavoro che riguarda il sito: i contenuti, le pagine, le parole che usi, la struttura. In pratica, aiuti Google a capire che il tuo hotel è una risposta valida per chi sta cercando un soggiorno in una certa zona.
Google Ads, invece, è la pubblicità su Google. Ti permette di comparire subito tra i primi risultati, pagando ogni volta che qualcuno clicca sul tuo annuncio. Non lavori sull’ottimizzazione del sito nel tempo, ma sulla visibilità immediata.
Come si traduce tutto questo nella pratica
Facciamo un esempio reale.
Una persona cerca: “hotel Bari centro”
Su Google vedrà due tipi di risultati:
- in alto, quelli con scritto “Annuncio”
- sotto, i risultati normali
Gli annunci sono Google Ads. I risultati sotto sono SEO.
Ma la vera differenza non è tecnica. È strategica.
Google Ads per hotel ti permette di entrare subito nella ricerca, nel momento esatto in cui il cliente sta scegliendo dove prenotare.
L’attività SEO, invece, richiede più tempo, ma ti permette di costruire una presenza stabile nel tempo, senza pagare per ogni visita.
In altre parole: Google Ads ti porta clienti subito, mentre la SEO costruisce una base nel lungo periodo
Quale scegliere per un hotel?
Dipende dall’obiettivo.
Se hai bisogno di prenotazioni nel breve periodo, magari perché hai camere vuote o vuoi aumentare l’occupazione in certi giorni: Google Ads è lo strumento più veloce.
Se invece vuoi costruire visibilità nel tempo e non dipendere solo dalla pubblicità: la SEO è fondamentale.
Ma la realtà è un’altra: un piano marketing hotel esempio efficace non sceglie tra i due li usa insieme, con ruoli diversi.
Se vuoi approfondire ho scritto un articolo sul mio blog sulla differenza tra Seo e Google ads per gli hotel.
Come usare Google Ads in modo concreto per un hotel
Qui è importante chiarire una cosa.
Google Ads non è “fare pubblicità a caso”.
È intercettare richieste precise nel momento giusto.
Non tutte le ricerche sono uguali
C’è una differenza enorme tra: “hotel Bari” e “hotel Bari centro con parcheggio”.
Nel primo caso, la persona sta ancora esplorando.
Nel secondo caso, ha già un bisogno preciso.
Cosa significa questo?
Se fai pubblicità senza distinguere queste ricerche, rischi di portare traffico poco utile.
Se invece intercetti le ricerche più specifiche: aumenti le probabilità di prenotazione
Su come funziona davvero Google Ads, ho scritto un articolo dal titolo “Funzionamento Google Ads per hotel: guida semplice per proprietari di strutture”.
In modo molto semplice:
- scegli le parole che le persone cercano
- crei annunci coerenti con quelle ricerche
- paghi solo quando qualcuno clicca
Perché fare Google Ads è così potente per un hotel?
Perché non stai cercando di convincere qualcuno a viaggiare. Stai intercettando una persona che ha già deciso di cercare un hotel.
E in quel momento, il tuo lavoro non è persuadere.
È rispondere nel modo più chiaro e pertinente possibile.
Ed è proprio questo il punto che fa la differenza:
- con Google Ads non crei domanda
- intercetti una domanda che esiste già
E se sei presente nel momento giusto, con il messaggio giusto, la distanza tra ricerca e prenotazione diventa molto più breve.
Come usare Google Ads per aumentare le prenotazioni dirette
Social media per hotel: a cosa servono davvero nel processo di scelta
Molti albergatori si aspettano prenotazioni dirette dai social.
E restano delusi.
Si pensa che Instagram o Facebook “non funzionino”, quando in realtà il problema è un altro: si sta chiedendo ai social di fare un lavoro diverso da quello per cui sono davvero efficaci.
I social, infatti, nella maggior parte dei casi, non servono a chiudere subito una prenotazione.
Non lavorano come Google Ads, dove una persona cerca attivamente un hotel ed è già vicina alla decisione.
Sui social la situazione è diversa: la persona non sta cercando una camera in quel preciso momento.
Sta scorrendo contenuti, si distrae, guarda, salva, si fa un’idea.
Ed è proprio qui che i social diventano importanti.
Il loro compito non è spingere una decisione immediata, ma costruire percezione, familiarità e desiderio. In pratica, aiutano il potenziale cliente a immaginare l’esperienza prima ancora di iniziare a cercarla davvero.
Un video di una colazione vista mare, per esempio, molto spesso non porta una prenotazione diretta nel momento in cui viene visto. Ma può fare qualcosa di altrettanto prezioso: far nascere nella testa della persona una sensazione.
Relax. Cura. Vacanza. Benessere.
E quando più avanti quella stessa persona penserà a un weekend o a un soggiorno in quella zona, il tuo hotel non sarà più uno sconosciuto tra tanti. Sarà già entrato nel suo immaginario.
Questo passaggio è fondamentale, perché nel turismo la scelta raramente è solo razionale.
Certo, contano il prezzo, la posizione, i servizi.
Ma prima ancora conta la percezione. Un hotel che sui social riesce a trasmettere atmosfera, stile, coerenza e personalità parte già con un vantaggio enorme nel momento in cui il cliente passa alla fase successiva, cioè la ricerca su Google o il confronto su Booking.
In altre parole, i social non servono tanto a far dire “prenoto adesso”, ma a far nascere un pensiero molto più importante:
- “questo posto mi piace”
- “me lo ricordo”
- “se devo venire lì, lo considero”
Ed è proprio questo che spesso sfugge a chi gestisce un hotel.
Perché se guardi solo la prenotazione immediata, rischi di sottovalutare tutto il lavoro invisibile che i social fanno prima della conversione.
Un contenuto ben fatto può non portare una prenotazione oggi, ma può aumentare la probabilità che quella persona clicchi proprio sul tuo hotel domani, quando farà una ricerca più intenzionale.
Per questo i social, dentro un piano marketing hotel, non vanno trattati come un canale di vendita diretta puro. Vanno usati come uno strumento di posizionamento.
Servono a dare forma all’immagine del tuo hotel, a renderlo riconoscibile, a far percepire il tipo di esperienza che offri e a preparare il terreno per la scelta finale.
Ecco perché un profilo social efficace non dovrebbe limitarsi a mostrare camere o promozioni.
Dovrebbe raccontare ciò che il cliente vivrà: il risveglio, la luce, la tranquillità, l’atmosfera, i dettagli, i momenti. Perché è così che una struttura smette di essere solo “un posto dove dormire” e comincia a diventare, nella mente del cliente, un posto dove vorrebbe stare.
OTA e prenotazioni dirette: come ridurre le commissioni senza perdere clienti
Le OTA come Booking funzionano.
Su questo non ci sono dubbi.
Portano visibilità, portano traffico, portano prenotazioni.
E soprattutto danno una sensazione di sicurezza: sai che lì i clienti arrivano.
Ed è proprio per questo che molti hotel finiscono per dipenderne completamente.
Il problema, però, non è usare le OTA.
Il problema è usarle come unico canale.
Perché ogni prenotazione che arriva da lì ha un costo. E non è solo una questione di commissione.
È una questione di controllo.
Quando un cliente prenota tramite Booking:
- il cliente non è davvero tuo
- non puoi comunicare direttamente con lui
- non puoi lavorare sulla fidelizzazione
In pratica, stai “affittando” clienti.
E questo nel breve periodo funziona, ma nel lungo diventa un limite.
Come ragiona davvero un cliente
Qui c’è un passaggio importante che molti sottovalutano.
Il cliente spesso scopre l’hotel su Booking…ma non si ferma lì.
- Va su Google.
- Cerca il nome della struttura.
- Visita il sito. E questo è il momento più importante.
Se trova un sito poco chiaro, senza vantaggi, senza differenze rispetto a Booking: torna indietro e prenota su Booking
E tu paghi la commissione.
Come cambiare questo scenario
Un piano marketing hotel efficace non elimina le OTA.
Le usa in modo strategico.
Esempio concreto
- Cliente trova il tuo hotel su Booking → visita il tuo sito
- Sul sito trova:
- prezzo uguale o leggermente più basso
- vantaggi chiari (colazione inclusa, upgrade, check-out flessibile)
- prenotazione semplice
Cosa succede? Prenota direttamente sul tuo sito.
Questo è il vero obiettivo: trasformare un cliente da OTA in cliente diretto.
Se ti va di approfondire come funziona un piano marketing per hotel esempio, ho scritto un caso studio che racconta come ho lavorato per aumentare del 50% le prenotazioni dirette di un B&B, in bassa stagione con Google Ads
Email marketing per hotel: il canale più sottovalutato
Qui succede una cosa paradossale.
Molti albergatori investono tempo e budget per trovare nuovi clienti…ma non fanno nulla per quelli che hanno già.
Eppure, è proprio lì che si nasconde uno dei margini più alti.
Partiamo da una domanda semplice
Quanto è più facile far tornare un cliente che è già stato nel tuo hotel…rispetto a convincerne uno nuovo?
La risposta è ovvia.
Un cliente che ti conosce:
- si fida già
- ha già vissuto l’esperienza
- ha meno dubbi
E allora dov’è il problema?
Che nella maggior parte dei casi, dopo il soggiorno, il rapporto si interrompe.
Il cliente va via…e non lo senti più.
Qui entra in gioco l’email marketing.
Non è qualcosa di complicato.
È semplicemente il modo per restare in contatto.
Ti faccio un esempio concreto: un cliente soggiorna da te ad agosto.
A ottobre riceve una mail: “Ti aspettiamo per l’autunno: offerta dedicata ai nostri ospiti”
Cosa succede nella sua testa?
Non legge quella mail come una pubblicità.
La legge come un invito.
Ricorda l’esperienza.
Si ricollega emotivamente.
E diventa molto più probabile che torni.
Perché funziona così bene l’email marketing per hotel?
Perché non stai cercando di convincere uno sconosciuto.
Stai parlando con qualcuno che ti ha già scelto.
Qual è il vero errore degli hotel?
Pensare sempre al “nuovo cliente”. E dimenticare che ogni cliente acquisito può valere più di una prenotazione.
Se ti incuriosisce l’argomento, ho scritto un articolo sul mio blog, in cui ti racconto cosa scrivere ai clienti storici di un un hotel, tramite l’email marketing.
Piano marketing hotel: perché oggi serve una strategia per aumentare le prenotazioni dirette
Se sei arrivato fin qui, probabilmente hai già capito una cosa importante: il problema non è esserci online.
Il problema è come ci sei.
Perché oggi un hotel non compete solo con la struttura accanto, con il prezzo più basso o con la posizione migliore.
Compete in un processo di scelta molto più complesso, dove il cliente ti vede su Google, confronta la tua scheda con altre, visita il sito, controlla le recensioni, guarda Booking, torna indietro, ci ripensa.
E in tutto questo percorso, ogni dettaglio pesa.
Una scheda Google poco curata può farti perdere il clic.
Un sito confuso può farti perdere la fiducia.
Una dipendenza totale dalle OTA può farti perdere margine.
L’assenza di una strategia può farti perdere controllo.
Ed è questo il punto che molti albergatori scoprono troppo tardi: non basta essere presenti.
Bisogna essere presenti nel modo giusto, nel momento giusto, con il messaggio giusto.
Un piano marketing hotel efficace serve proprio a questo. Non a riempirti di attività, ma a darti una direzione. Ti aiuta a capire quali canali usare, con che obiettivo, in quale fase del percorso del cliente. Ti permette di smettere di fare tentativi e iniziare a costruire un sistema che lavora davvero per aumentare le prenotazioni dirette.
Perché alla fine il vero obiettivo non è solo avere più visibilità.
È avere più prenotazioni che ti lasciano più margine.
Più clienti che si ricordano di te.
Più controllo su quello che succede nella tua struttura.
E soprattutto, meno dipendenza da piattaforme esterne che portano clienti, sì, ma si tengono una parte sempre più pesante del tuo fatturato.
Se oggi senti di fare tante cose senza sapere quali stiano portando risultati, forse non ti serve fare di più.
Ti serve mettere ordine.
Ti serve una strategia.
E se vuoi capire come applicare tutto questo al tuo hotel, con un approccio concreto e orientato alle prenotazioni, contattami subito.
Scopriremo insieme, come e quale strategia di marketing online sia migliore per il tuo hotel.
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FAQ sul piano marketing hotel
Non esiste un unico piano marketing valido per tutti gli hotel, ma esiste una struttura che funziona nella maggior parte dei casi. Un piano efficace deve combinare più elementi: visibilità su Google, una scheda Google Business Profile curata, un sito che converte e una strategia per ridurre la dipendenza dalle OTA. Il punto non è usare un solo canale, ma farli lavorare insieme per accompagnare il cliente dalla ricerca alla prenotazione.
Dipende dall’obiettivo. Google Ads serve per ottenere prenotazioni in tempi più rapidi, perché ti permette di comparire quando il cliente sta già cercando un hotel. La SEO, invece, è un lavoro di medio lungo periodo che aiuta il sito a posizionarsi in modo stabile su Google senza pagare ogni clic. La strategia più efficace non è scegliere tra i due, ma usarli insieme con ruoli diversi.
Non sempre ha senso eliminare del tutto Booking, ma è importante ridurne il peso. Per aumentare le prenotazioni dirette devi intercettare il cliente prima oppure convincerlo a prenotare sul tuo sito quando ti confronta con altri portali. Per farlo servono una buona presenza su Google, un sito chiaro e vantaggi concreti per chi prenota diretto, come un prezzo migliore o servizi inclusi.
Non esiste una cifra uguale per tutte le strutture, perché dipende dalla località, dalla concorrenza, dal periodo e dagli obiettivi. Anche con un budget contenuto è possibile iniziare, se l’investimento viene concentrato sui canali giusti. La differenza non la fa solo quanto spendi, ma come distribuisci il budget tra visibilità, sito e strategie per aumentare le prenotazioni dirette.
Questo succede spesso quando il sito non accompagna bene il cliente nella decisione. Le cause più comuni sono testi poco chiari, foto non sufficientemente persuasive, mancanza di fiducia, vantaggi poco evidenti rispetto alle OTA o un processo di prenotazione troppo complicato. Un sito efficace non deve solo essere bello, ma deve togliere dubbi e rendere la prenotazione semplice.
Sì, ma non vanno interpretati come un canale che porta sempre prenotazioni immediate. I social servono soprattutto a creare desiderio, riconoscibilità e familiarità. Aiutano il cliente a ricordarsi del tuo hotel e a percepirlo come interessante prima ancora di iniziare una ricerca attiva su Google o sui portali.
Per migliorare la scheda Google del tuo hotel devi lavorare su recensioni, foto e informazioni. È importante avere recensioni frequenti e recenti, rispondere sempre, caricare immagini aggiornate della struttura e mantenere complete tutte le informazioni utili. Una scheda curata aumenta la fiducia e rende più probabile il clic verso il sito o la chiamata diretta.
Il remarketing è una forma di pubblicità che ti permette di mostrare annunci a chi ha già visitato il tuo sito ma non ha ancora prenotato. È utile perché molte persone non decidono subito: confrontano più hotel, escono e tornano dopo. Con il remarketing puoi rientrare nel loro percorso decisionale e aumentare le possibilità di conversione.











