Quando si parla di Google Ads e soprattutto di Performance Max, si tende spesso a concentrarsi su budget, creatività e automazioni. Tutto giusto, ma c’è un elemento molto più silenzioso e decisivo che spesso viene sottovalutato: il feed.
Il feed non è una parte tecnica da “sistemare” una volta e dimenticare. Partiamo dalla definiziione anzi forse un esempio…
Immaginalo come il menu del tuo business.
Non quello che mostri al cliente finale, ma quello che consegni a un’intelligenza artificiale affinché capisca cosa vendi, a chi lo stai proponendo e in quali situazioni ha senso farlo vedere. Dentro il feed ci sono i tuoi prodotti o servizi, certo, ma anche il loro significato: descrizioni, contesto, prezzi, categorie, intenzioni.
Se questo “menu” è confuso, generico o incompleto, Google non riesce a interpretarti davvero. E quando non capisce, fa quello che può: mostra gli annunci in modo impreciso, intercetta persone poco in target, spreca budget.
Non perché la piattaforma non funzioni, ma perché non le è stato spiegato bene cosa deve raccontare.
Quando invece il feed è costruito con criterio, succede qualcosa di diverso.
Ogni titolo, ogni descrizione, ogni informazione diventa un indizio che aiuta l’algoritmo a capire il senso della tua offerta. Un trattamento viso non è più solo “un servizio”, ma una soluzione per un certo tipo di persona, in un preciso momento, con un bisogno specifico.
A quel punto Performance Max smette di essere una scatola nera e inizia a comportarsi come un interprete: traduce il tuo business in segnali comprensibili per il sistema pubblicitario e li porta davanti alle persone giuste, nel momento giusto, con il messaggio giusto.
Ecco perché il feed non è una semplice tabella tecnica, ma una vera e propria narrazione strategica.
È lì che inizia o si blocca il successo di una campagna.
Ho scritto un articolo completo che trovi qui sotto
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Cos’è e come funziona il feed nelle campagne Performance Max
Il feed di dati per le campagne Performance Max su Google ads contiene tutte le informazioni strutturate sui tuoi prodotti o servizi: titolo, descrizione, immagini, prezzo, disponibilità, categoria e attributi personalizzati.
Quando è collegato al Google Merchant Center, diventa la fonte ufficiale che Google utilizza per pubblicare gli annunci Shopping e alimentare l’apprendimento anche su YouTube, Display, Discover e Gmail.
In pratica, il feed è la tua vetrina digitale dentro l’ecosistema Google Ads.
È da lì che l’algoritmo capisce se un prodotto è competitivo, se una promozione è attiva o se un’offerta è coerente con l’intento di ricerca di un utente.
Ho scritto un articolo completo che trovi qui sotto
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Feed Performance Max: perché la qualità dei dati fa la differenza
Google “vede” il mondo attraverso i dati.
Un feed incompleto o incoerente caricato nel Google Merchant Center riduce la visibilità nelle aste automatiche e può perfino far rifiutare i prodotti.
La qualità dei dati è la prima forma di ottimizzazione.
Il sistema non capisce solo cosa vendi, ma come lo descrivi.
Più il dato è accurato, più il Machine Learning di Google Ads riesce a collegarlo a ricerche, contesti e intenzioni d’acquisto.
I tre pilastri della qualità del feed per le pmax
Completezza del feed
Pensa al feed prodotti come alla “scheda tecnica” che Google usa per capire cosa stai vendendo. Più la scheda è completa, più il sistema riesce a mostrare il prodotto alle persone giuste.
Quindi compila bene i campi principali: titolo, descrizione, immagini, categoria, GTIN, prezzo, disponibilità e link.
Esempio pratico: se vendi una scarpa da running, un titolo come “Scarpa uomo” dice poco. Un titolo più completo tipo “Scarpe running uomo Nike Air Zoom, taglia 42, nere” aiuta molto di più. Stessa cosa per le immagini: una foto sfocata o mancante limita la possibilità di apparire, mentre foto chiare (magari anche in più angolazioni) aumentano le chance.
Alcuni dati sono obbligatori per pubblicare il prodotto, altri sono facoltativi, ma spesso fanno la differenza. Se il feed è incompleto, Google ha meno informazioni su cui lavorare e la campagna Performance Max avrà meno copertura e meno occasioni di entrare nelle aste.
Precisione chirurgica delle offerte e promozione [ESEMPIO]
Qui la regola è semplice: quello che c’è nel feed deve essere identico a quello che l’utente trova nella pagina prodotto.
Se nel feed scrivi “€39” ma sulla landing il prezzo è “€49”, oppure nel feed risulta “disponibile” ma la pagina dice “esaurito”, Google può considerarlo un’informazione fuorviante e bloccare o sospendere il prodotto.
Esempio: hai attivato i saldi e hai cambiato i prezzi sul sito, ma nel feed è rimasto il prezzo vecchio. Risultato: discrepanza, segnalazione e stop alla pubblicazione. Per questo è fondamentale che prezzo e disponibilità siano sempre aggiornati.
Rilevanza semantica tra titoli e descrizioni
Titoli e descrizioni non sono solo “testi carini”: per Google sono segnali di contesto. Servono a collegare il tuo prodotto alle ricerche reali delle persone.
L’obiettivo è usare parole chiave in modo naturale, come parlerebbe un cliente.
Esempio: se vendi una crema viso, “Crema idratante 50 ml” è generico. Molto meglio “Crema viso idratante per pelle secca, 50 ml, con acido ialuronico”. Così Google capisce a chi mostrarla: a chi cerca “crema pelle secca”, “acido ialuronico viso”, “crema idratante intensa”, e simili.
Più sei specifica e pertinente, più Performance Max riesce a trovare query, contesti e intenzioni d’acquisto adatti ai tuoi prodotti.
Gli attributi: la grammatica del tuo feed
Sto entrando nel tecnico e me ne scuso ma èè importante ai fini del discorso. Trust the process.
Riparto dalla definizione di attributo: un campo informativo del feed: una “voce” della scheda prodotto che descrive un aspetto preciso dell’articolo. Ogni attributo è un segnale che aiuta Google a classificare e posizionare il tuo prodotto.
Nel Google Merchant Center, non tutti gli attributi non sono solo obbligatori: sono parte del linguaggio con cui comunichi al motore di ricerca.
Titolo (title)
Il titolo è la prima cosa che un utente vede quando appare il tuo annuncio: è la tua occasione per far capire subito cosa stai vendendo. Un titolo chiaro, preciso e professionale aiuta Google a mostrare il prodotto alle persone giuste.
Per inserirlo puoi usare due formati:
- title: un semplice titolo scritto da te; s
- structured_title: un titolo più avanzato che indica se è stato creato dall’IA.
Se il titolo è generato dall’intelligenza artificiale, devi usare per forza structured_title, specificando che proviene da IA.
Un titolo efficace:
- descrive esattamente il prodotto presente nella pagina di destinazione;
- distingue chiaramente varianti come colore, taglia o altri dettagli;
- è specifico e ricco di informazioni utili;
- usa un linguaggio professionale e corretto, senza maiuscole e simboli “da spam”;
- non contiene testi promozionali (prezzi, sconti, spedizioni, ecc.);
- rimane coerente con la lingua del feed.
Google può tagliare i titoli troppo lunghi, quindi metti le informazioni più importanti all’inizio.
I consigli che funzionano davvero:
- Usa fino a 150 caratteri per includere tutti i dettagli rilevanti. Come li conto? Cerca su Google “conta caratteri” ci sono un treno di strumenti gratuiti
- Metti subito all’inizio gli elementi chiave.
- Inserisci parole che gli utenti potrebbero realmente cercare. Se hai dubbi
- Aggiungi il brand se è un fattore distintivo.
Descrizione (description)
La descrizione è la parte in cui dai sostanza al titolo: serve a far capire a Google e all’utente perché quel prodotto è esattamente quello che stanno cercando, senza lasciare spazio a dubbi.
Una descrizione efficace:
- spiega caratteristiche, materiali, utilizzo e dettagli concreti, non frasi generiche;
- riprende le informazioni presenti nella pagina di destinazione, senza contraddirla;
- include ciò che l’utente vuole sapere prima di cliccare: misure, compatibilità, cosa è incluso, istruzioni, punti di forza reali;
- usa un linguaggio professionale e corretto, senza toni da promo;
- non contiene testi promozionali come “spedizione gratis”, sconti, urgenze o claim pubblicitari;
- non inserisce link, riferimenti a competitor o informazioni non legate al prodotto.
Consigli che funzionano davvero:
- apri la descrizione con la specifica più importante (materiale, funzione, compatibilità);
- usa frasi brevi e leggibili, con a capo quando serve;
- pensa alle domande che ricevi sempre in chat o al telefono e rispondi lì.
Categoria (google_product_category)
Serve a dire a Google in quale categoria precisa rientra il tuo prodotto.
Così lo capisce più in fretta e, se lo aveva classificato male in automatico, lo rimette nella categoria giusta.
L’utente non vede questo campo che non si “vede” nell’annuncio, ma spesso fa la differenza perché aiuta il prodotto a comparire nelle ricerche e nei risultati corretti.
Esempio pratico:
Vendi una cuffia Bluetooth. Se non compili google_product_category, Google potrebbe classificarla genericamente come Elettronica.
Se invece imposti la categoria corretta (tipo Elettronica > Audio > Cuffie), Google capisce subito che è un prodotto “audio” e lo mostra più facilmente a chi cerca cuffie Bluetooth, cuffie wireless, ecc.
Immagini (image_link e additional_image_link)
Le immagini sono il tuo gancio visivo. Se sono scarse, sfocate o “pubblicitarie”, Google può limitare la resa o rifiutarle.
Image_link è l’immagine principale e deve mostrare chiaramente il prodotto, senza elementi che confondono. Google richiede, tra le altre cose, niente testo promozionale, watermark o bordi e niente placeholder.
Attenzione anche alle dimensioni minime: almeno 100 x 100 pixel per non abbigliamento e 250 x 250 pixel per abbigliamento.
Additional_image_link serve per immagini extra e qui puoi giocare meglio: dettagli, varianti, angolazioni, prodotto in uso. Puoi inserirne fino a 10 ripetendo l’attributo.
Consigli pratici:
- prima immagine pulita e “da catalogo”, poi immagini di contesto e dettagli;
- mostra ciò che riduce resi e dubbi: texture, retro, attacchi, etichette, pack, accessori inclusi;
- usa URL stabili e accessibili a Google, altrimenti le immagini non vengono lette
Prezzo e disponibilità (price, availability)
Qui vale una regola d’oro: quello che dichiari nel feed deve essere identico a quello che l’utente vede sulla pagina e al checkout, altrimenti rischi errori e stop delle inserzioni.
Devi inserire un importo e una valuta che corrispondono a landing page e checkout.
Google non accetta soluzioni tipo “vedi prezzo nel carrello”.
Consigli che evitano i problemi più comuni:
- aggiorna feed e stock con frequenza, soprattutto se prezzi e disponibilità cambiano spesso;
- controlla che la pagina mostri la stessa valuta del feed nel paese target;
- se ci sono varianti, assicurati che prezzo e disponibilità siano corretti per ogni singola variante, non “a media”.
Come ottimizzare il feed nelle Performance Max in modo avanzato
Dopo aver caricato il feed, controlla la sezione Diagnostica nel Merchant Center: segnala errori, avvisi e suggerimenti di ottimizzazione.
Metriche chiave da monitorare:
- Prodotti approvati / rifiutati
- Errori di prezzo o disponibilità
- Avvisi sulla qualità dei dati
- CTR per prodotto o categoria
- Frequenza di aggiornamento
Suggerimento avanzato: collega Google Sheets o API Content per aggiornare automaticamente il feed con dati dal tuo CMS o gestionale. Mantieni coerenza e precisione senza interventi manuali.
Promozioni e aggiornamenti stagionali nel Merchant Center
Le promozioni nel Merchant Center ti permettono di comunicare offerte temporanee senza dover modificare la struttura della campagna Performance Max.
Puoi impostarle direttamente dal pannello “Promozioni”, specificando:
- Tipo di offerta (percentuale o valore fisso)
- Codice promozionale (opzionale)
- Date di validità
- Condizioni (ordine minimo, collezione nuova, evento locale)
Esempi pratici
- Agenzia di tour: “Escursione al tramonto con brindisi incluso”
- Noleggio auto: “Weekend lungo – Terzo giorno gratuito”
Consiglio operativo: abbina la promozione a un asset group coerente: stesse immagini, tono, promessa.
In questo modo Google Ads non resetta l’apprendimento e riconosce continuità nella comunicazione.
Feed personalizzati anche per i servizi
Anche chi non vende prodotti fisici può usare feed strutturati.
Puoi creare un feed personalizzato in formato CSV o Google Sheets e caricarlo nel Merchant Center, inserendo servizi, pacchetti o esperienze.
Ecco qualche esempio pratico:
- Turismo esperienziale: “Tour in quad a Palermo – 2 ore tra Monte Pellegrino e Addaura”
- Automotive: “Tagliando completo auto diesel – Prenotazione online in 5 minuti”
- Servizi funebri: “Assistenza completa e pratiche amministrative – Servizio 24h”
Per Google Ads, non esiste differenza tra “prodotto” e “servizio”: esiste chiarezza.
Feed e apprendimento automatico
Ogni aggiornamento del feed innesca una fase di apprendimento per l’algoritmo di Google Ads.
Aggiornamenti troppo frequenti possono confondere il sistema.
Meglio lavorare con aggiornamenti settimanali e strutturati, mantenendo coerenza semantica e stabilità nei dati.
Forse, stai sbagliando qualcosa
SCOPRIAMO INSIEME COSA
Mettere ordine nel feed significa mettere ordine nella comunicazione con Google Ads.
E quando la comunicazione è chiara… le campagne decollano davvero.
Vuoi migliorare le performance delle tue Performance Max partendo dal feed?
Scrivimi: analizzo il tuo Merchant Center, correggo gli errori nascosti e ti aiuto a costruire un feed che parli davvero la lingua dell’algoritmo.
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Domande frequenti sul feed Performance Max
Il feed è il database con le informazioni strutturate su prodotti o servizi. È il modo in cui spieghi a Google cosa vendi, a chi e in quale contesto, così l algoritmo può mostrare gli annunci alle persone giuste e ottimizzare meglio.
I campi più critici sono quelli che devono essere completi e coerenti con la pagina: titolo, descrizione, immagini, categoria, prezzo, disponibilità, link di destinazione e identificatori come il GTIN quando richiesto. Se mancano o non coincidono con il sito aumentano gli errori e i rifiuti.
Se Google rileva discrepanze, può segnalare errori in diagnostica e arrivare a limitare la visibilità o rifiutare i prodotti. La regola pratica è semplice: ciò che dichiari nel feed deve essere identico a ciò che l utente vede sulla pagina.
Controlla la sezione Diagnostica del Merchant Center. Lì trovi errori, avvisi e suggerimenti, oltre a indicatori utili come prodotti approvati e rifiutati, errori su prezzo o disponibilità e avvisi sulla qualità dei dati.
Sì, puoi usare le promozioni nel Merchant Center per comunicare offerte temporanee con date e condizioni. L aspetto importante è mantenere coerenza: promozione, immagini e messaggio devono essere allineati con l asset group per non creare confusione e mantenere continuità nella comunicazione.










