Asset Group Performance Max in Google Ads: struttura, esempi, naming e segmentazione

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Per anni fare Google Ads ha significato scegliere parole chiave, scrivere annunci, regolare offerte. Un lavoro tecnico e lineare. Con le Performance Max questo non basta più. Non stiamo parlando di una piattaforma che esegue istruzioni, ma di un sistema che interpreta contesti, intenzioni e segnali deboli.

La domanda che dovresti porti oggi non è come impostare una campagna, ma come aiutare l’algoritmo a comprendere chi intercettare e quando farlo.
Il punto di svolta vive nelle scelte narrative e strategiche con cui costruisci gli asset group Performance Max. Non sono scaffali dove caricare creatività: definiscono come il brand viene riconosciuto da Google e dalle persone nei momenti che contano.

Una PMax non funziona perché è solo correttamente impostata. Funziona quando è correttamente orientata.

In questa guida vediamo che cosa sono gli asset group, come segmentarli, come nominarli e come governarli, in modo che Google Ads non mostri soltanto annunci ma riconosca intenzioni.

Cosa sono le Campagne Pmax?
Ho scritto un articolo completo che trovi qui sotto

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Cosa sono gli asset group di una Performance Max

Un asset group è un insieme di elementi tematicamente collegati che permette alla campagna Google Ads PMax di combinare questi asset in modo automatico per creare annunci rilevanti e ottimizzare le performance. La sua funzione è quella di guidare l’algoritmo, indicando come e a chi mostrare gli annunci, nonché in quale contesto. Può essere visto come una micro-campagna all’interno della campagna principale, dove ciascun elemento aiuta Google a determinare quando la tua offerta è più pertinente.

Ecco gli Elementi fondamentali di una Pmax efficace

Creatività

La creatività comprende tutti gli asset visivi e testuali che rappresentano il messaggio della tua campagna, come immagini, video e copy.

Pagine di destinazione

Dove atterra il traffico? Le landing page devono mantenere la promessa del messaggio. Se l’annuncio parla di relax e la pagina è solo un listino, il contesto si rompe.

Indicatori di pubblico, audience signals

Gli audience signals sono informazioni chiave che permettono a Google Ads di identificare e raggiungere il pubblico giusto. Questi segnali aiutano l’algoritmo a comprendere meglio chi sono i tuoi potenziali clienti, basandosi su dati come interessi, comportamenti precedenti, dati demografici e/o interazioni passate con il brand. Google ads deve trovare gli utenti che POTREBBERO compiere l’azione di conversione per cui la campagna è impostata.

Facciamo qualche esempio che magari più chiaro:
Centro estetico: ricerche come trattamento viso + nome città, ceretta + nome città, pulizia viso professionale, centro estetico viso più zona
Ristorante: fine dining, ristorante romantico + città, miglior ristorante + città, degustazione vini, ristorante con vista, ristorante gourmet + zona
Tour in barca: travel luxury, family trips, boat tour più città, private boat più località, escursione in barca più città, sunset tour più zona

Il Feed dei prodotti o servizi

L’elemento Feed si riferisce a un elenco strutturato di informazioni che un sito o una piattaforma come Google Ads utilizza per aggiornare e mostrare contenuti specifici. Nel contesto di un annuncio o di un ecommerce, il feed include dettagli come descrizioni di prodotto, immagini, prezzi e altri attributi, che vengono utilizzati per associare i messaggi pubblicitari ai prodotti o servizi corretti.

Si presenta come un link con estensione xml.. ne hai mai sentito parlare? Il feed permette a Google di “vedere” cosa stai offrendo e di mostrare agli utenti gli annunci più pertinenti in base ai dati che fornisci.

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Come suddividere gli asset group di una Performance Max

Segmentare non significa solo dividere il budget. Significa dire a Google quale lavoro deve svolgere ogni asset group. Una campagna può spingere la vendita, costruire notorietà, farsi scoprire da chi non ti conosce ancora.

Segmentazione per rete o posizionamento

Se l’obiettivo è la conversione diretta ( ad esempio vendi prodotti come scarpe rosse), una campagna Performance Max collegata al feed è la scelta più efficace perché permette a Google di lavorare in modo automatico sui canali con maggiore propensione all’acquisto.

Grazie al Google Merchant Center, i prodotti vengono mostrati direttamente nella rete Shopping, dove l’utente ha già un’intenzione chiara e confronta prezzo, immagine e brand. In questo modo si intercetta una domanda più calda, si riducono i passaggi prima dell’acquisto e si ottimizza il budget verso le azioni che generano vendite reali.

Queste sono schede collegate ai feed (in ordine di apparizione da sinistra) Elata, Hermes etc

Se invece l’obiettivo è presidiare canali come Display, Discovery e YouTube, è fondamentale lavorare su asset group ricchi e ben strutturati: immagini d’impatto, video Youtube e copy pensati per intercettare l’utente anche quando non sta cercando attivamente il prodotto. In questo modo si lavora sulla domanda latente, aumentando visibilità, riconoscibilità del brand e presenza costante lungo tutto il percorso di scoperta.

Quindi se vendi prodotti, ti consiglio una campagna con feed per chi è vicino alla scelta mentre ti consiglio di non inserire il feed per chi deve ancora capire perché scegliere te.

Segmentazione per obiettivo di acquisizione

Per lavorare in modo davvero efficace è fondamentale distinguere chi non ti conosce ancora da chi ha già interagito con il brand.
Le campagne dedicate ai nuovi clienti devono escludere chi ha già acquistato o visitato il sito, così da permettere a Google di intercettare utenti realmente nuovi e affini al tuo pubblico ideale.

Le campagne rivolte a far ricomprare i clienti già acquisiti, invece, hanno un altro obiettivo: rafforzare la relazione, stimolare il riacquisto e aumentare il valore nel tempo attraverso messaggi e offerte mirate.

Creare un’audience di chi ha già comprato, aggiornarla in modo automatico e escluderla dalle campagne di acquisizione.

Attivando l’obiettivo “acquisizione nuovo cliente”, Google ottimizza il budget dando priorità agli utenti mai intercettati prima, mantenendo una separazione chiara tra prospect e clienti e rendendo la crescita più pulita, controllata ed efficiente.

Segmentazione per tipologia di offerta

Non tutte le offerte generano lo stesso valore. Progetta asset group anche in base alla redditività e sopratutto in base stagionalità.
Per marginalità: fasce alta, media, bassa con obiettivi ROAS differenti.
Per priorità: best seller separati dai prodotti secondari, così il budget non si accentrerà.
Per stagionalità o promozione: campagne dedicate ai periodi forti, con creatività e messaggi coerenti.

Cosa sono le Campagne Pmax?
Ho scritto un articolo completo che trovi qui sotto

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4 tipologie di audience signals negli asset group Performance Max

Gli audience signals sono indicatori dinamici : non definiscono tutto, ma servono ad orientare l’algoritmo.

Ogni segnale suggerisce a Google da chi partire per apprendere e poi allargare la portata in modo intelligente. Il sistema combina dati comportamentali, intenzionali e proprietari, osserva come le persone si muovono e che cosa cercano, e impara quando il messaggio ha senso.

Un asset group efficace, secondo me, nasce dall’equilibrio tra tre ingredienti:
– dati reali, i tuoi first party data;
– intuizioni di mercato, segmenti personalizzati basati su parole chiave, URL e app;
– contesti comportamentali, segmenti in market, affinità ed eventi di vita.

Dati proprietari ehm First party data

Clienti, iscritti, visitatori del sito, utenti dell’app, persone che hanno visualizzato i tuoi video. Dicono a Google di cercare persone simili a chi ha già interagito con te. Mantieni gli elenchi aggiornati e sopra la soglia minima di utenti attivi.

Segmenti personalizzati

Parole chiave, URL e app che il tuo pubblico ideale frequenta. Per esempio, chi cerca un Centro estetico specializzato: può cercare su Google le seguenti parole : trattamento antiage, needling, skincare naturale
Agenzia funebre: agenzia funebre + città, funerale+ città , burocrazia post decesso

Dati demografici

Se vuoi mostrare le campagne a una specifica età, genere, stato parentale o aree geografiche, considera che questi criteri servono più a rifinire che a chiudere il targeting. Con Performance Max, infatti, Google ragiona soprattutto su segnali comportamentali e intenzioni (cosa cercano, cosa cliccano, cosa comprano), non su “etichette” anagrafiche.

In pratica: usa quei filtri come cornice quando hanno davvero senso (es. aree servite, vincoli logistici), ma non aspettarti che siano loro a determinare le conversioni. Se vuoi guidare PMax, il vero lavoro è su feed pulito, asset forti e segnali di pubblico di qualità.

Affinità e in market

Affinità descrive passioni e abitudini. In market indica chi è in fase attiva di ricerca o acquisto. Un asset group basato su in market è più vicino alla conversione diretta, uno basato su affinità lavora sulla relazione e sulla consapevolezza.

Eventi di vita

Matrimonio, trasloco, nuova famiglia. Sono contesti che cambiano il bisogno. Per un tour operator o un centro estetico, riconoscere questi momenti può fare la differenza.

Governance e rotazione degli asset

Gestire una campagna Performance Max non significa accenderla e lasciarla correre. Significa saperne leggere i segnali, interpretare i cambi di ritmo, capire quando l’algoritmo sta esplorando e quando sta consolidando.

La vera governance nasce dalla capacità di distinguere quando intervenire e quando, invece, fare un passo indietro. Reagire impulsivamente a ogni fluttuazione è il modo più rapido per azzerare l’apprendimento: ogni modifica sostanziale riporta il sistema in fase di apprendimento e interrompe le correlazioni che stava costruendo.

Le Performance Max non lavorano sul tempo, ma sulla continuità.
Funzionano quando trovano stabilità, dati coerenti e segnali chiari.

La regola è semplice: ottimizza con metodo, non per istinto. È così che l’algoritmo smette di rincorrere e inizia davvero a performare.

Leggere prima di toccare

Osserva la coerenza tra intenzione, messaggio e pagina. Un CTR basso non è sempre un problema di annuncio. Spesso è un disallineamento tra promessa e destinazione. La dashboard mostra numeri, tu devi leggere il contesto.

Rotare per evolvere, non per confondere

La rotazione serve a mantenere fresca la comunicazione. Ogni due o tre mesi, o quando la frequenza inizia a saturare, aggiorna le creatività più stanche con varianti coerenti con la stessa tesi.
Esempio per ristorante con asset group serata speciale per coppie. un visual in sala, uno in terrazza, uno con il dettaglio dei piatti. Il significato resta, cambia il linguaggio visivo.

Dare tempo all’intelligenza

Ogni asset group Performance Max è un esperimento di apprendimento. Cambiare troppo spesso è come interrompere un test prima della conclusione. Guarda i trend settimanali, non i singoli giorni. Valuta il costo per conversione nel tempo, non nell’immediato.

Valuta il numero di conversioni, il minimo (secondo me) è di almeno 30 conversioni significative prima di modificare.

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Errori comuni da evitare

Ho messo insieme un elenco non esaustivo delle attività che vedo fare in consulenza e che andrebbero bloccate.

Segmentare per prodotto invece che per intenzione

Google Ads non lavora per inventario. Lavora per contesto. Un asset group “trattamento viso” dice poco. Un asset group “pelle nuova dopo l’estate” racconta un bisogno e un momento SPECIFICO.

Cambiare per ansia invece che per strategia

Modifiche continue resettano l’apprendimento. La stabilità permette al sistema di riconoscere pattern reali. Attendi un numero congruo di conversioni.

Con un CPC di 0,80 € e 10 € al giorno stai generando pochi eventi utili (clic, conversioni, segnali). Questo significa che l’algoritmo riceve meno dati su cui ottimizzarsi e impiega più tempo a capire chi convertire, quando e dove.

In pratica:

  • meno budget = meno segnali
  • meno segnali = apprendimento più lento
  • apprendimento più lento = risultati più instabili

Non è un problema in sé, ma va messo in conto: con budget ridotti serve più pazienza e meno interventi manuali, altrimenti si resetta continuamente la fase di apprendimento prima che possa maturare.

Quanto busget servirebbe? Non lo so, dipende dal caso, dalla tua località e dalla stagionalità.

Ripetere tutto dappertutto

Duplicare asset e segnali tra gruppi crea conflitti interni e spreco di budget. Ogni gruppo deve avere una funzione precisa.

Naming che non guida

Nomi generici non aiutano la lettura: come rinomini un asset è uno strumento di gestione anche per te che leggi il dato. Deve ricordare la motivazione e l’obiettivo.

Promessa e destinazione incoerenti

Se l’annuncio e la landing non raccontano la stessa storia, la performance cade. Google premia spesso la coerenza narrativa.

Le Performance Max non premiano chi smanetta di più, ma chi ha il coraggio di dare una direzione chiara e mantenerla.

Quando cambi tutto di continuo, l’algoritmo non “impara”: si difende.
E ogni modifica fatta senza una strategia è un passo indietro mascherato da ottimizzazione.

Il vero errore non è nei settaggi, ma nel pensare che basti toccare qualche leva per ottenere risultati. Se il messaggio è confuso, se l’offerta non è chiara, se ogni asset racconta una storia diversa, Google non può fare miracoli. E smette di provarci.

Quando invece costruisci un asset group con un’idea forte, coerente, e gli dai il tempo di respirare, succede qualcosa di diverso: la macchina smette di inseguire click e inizia a riconoscere valore. Capisce chi sei, a chi parli e perché dovrebbe sceglierti.

Se vuoi smettere di rincorrere i risultati e iniziare a guidarli, possiamo lavorarci insieme.
Analizziamo la tua struttura, puliamo il superfluo e trasformiamo la Performance Max in uno strumento che lavora davvero per il tuo business.

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Domande frequenti sugli Asset Group in Performance Max

Che cosa sono gli asset group in una campagna Performance Max?

Gli asset group sono blocchi strategici che uniscono creatività, landing page, segnali di pubblico e feed di prodotto. Servono a guidare l’algoritmo verso il contesto decisionale corretto e a migliorare la pertinenza degli annunci.

Quanti asset group creare in Google Ads?

Meglio pochi ma chiari. In genere da due a quattro per campagna, costruiti su intenzioni diverse. Si scala solo ciò che dimostra coerenza e risultati nel tempo.

Gli audience signals sono un target?

No. Gli audience signals non sono un target rigido, ma un punto di partenza che aiuta Google a capire da chi iniziare. L’algoritmo poi amplia la distribuzione in autonomia.

Ogni quanto cambiare gli asset in Performance Max?

Ogni due o tre mesi, oppure quando si nota un aumento della frequenza e un calo delle performance. In questi casi si ruotano gli asset mantenendo invariata la strategia del gruppo.

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