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Storytelling e strategia aziendale: 3 trucchi per gestire la tua presenza online

Catturare l’interesse per arrivare a costruire un legame basato sulla fiducia

Raccontarsi online è anche ( e sopratutto) distaccarsi completamente da quella patina pubblicitaria perfetta a cui siamo stati abituati.

Mettere la propria faccia, mostrare timidamente il dietro le quinte del proprio lavoro, il cercare di stabilire un rapporto meno istituzionale e più sbottonato.

È uno dei modi di comunicare che oggi vorrei raccontarti.

Informale, confidenziale ma pur sempre strategico.

Premessa doverosa: sbottonarsi non ha nulla a che fare con qualcosa di sexy o forviante.

La premessa che ho fatto riguarda una scelta concreta di orientare la comunicazione della propria attività imprenditoriale su un’impronta umana, con tutti i suoi pregi e difetti.

Creare una serie di legami che siano ben più solidi.

Con l’esperienza maturata nel B2C ( Business to consumer, ossia aziende che fanno vendita diretta al consumatore) ho notato che al pubblico interessa tanto il prodotto quanto alcuni aspetti legati ad esso.

Per farti un esempio pratico: la storia, l’idea, il chi siamo, i valori , il metodo di produzione.

Che in soldoni è lo storytelling di un’azienda.

Da cosa me ne rendo conto che lo storytelling funziona?

  • Dai commenti e delle interazioni social che popolano i post aziendali;
  • Dalle recensioni lunghe e corpose;
  • Dalle risposte ai sondaggi che somministriamo dei sondaggi per capire se stiamo andando nella giusta direzione;
  • Quanto e quante volte un utente RI-acquista. Se mi risceglie, vuol dire che inizia ad essere fedele, no?!
  • I clienti sono i miei sponsor? C’è tanto passaparola?

Per questo è fondamentale creare un dialogo diretto con le persone che acquistano da te.
Partendo da contenuti che sono prima utili e funzionali all’acquisto, ma che raccontano essenzialmente perché sei diverso dagli altri.

Oggi parleremo dei tre trucchi per non sbagliare a fare storytelling:

Trucco numero 1: Mettici la faccia

Raccontare l’impresa attraverso un volto, un filo conduttore costante nel tempo.

Questo è uno dei passaggi più importanti perché crea empatia con chi ti legge oltre che abbattere la diffidenza iniziale.

So già dove vuoi andare a parare: “ma io mi vergogno” cit.

A mio avviso, il potenziale cliente ha bisogno di vedere una persona di cui si può fidare, che esiste realmente e che appunto ci mette la faccia perché crede fermamente nella validità della sua offerta.

Esempio 1: vendi un prodotto che è disponibile anche su Amazon?

Ti parlo Fabio che vende online prodotti per appassionati di giardinaggio.

Specifico che è un rivenditore, non un produttore.

Con Fabio ( che non mi ha autorizzato a divulgare i suoi dati) abbiamo creato dei video contenuti informativi sulle SUE competenze nel settore: una serie di video su Youtube.

Il plus dei sui video consisteva nella  comparazione di due prodotti alla volta presenti nel suo negozio, delineando i pro e i contro per ognuno.

Video brevi e pratici: una scheda prodotto commentata con le varie perplessità e curiosità che si manifestano prima dell’acquisto.

Il segreto dei suoi video sta nel conoscere e partire dal problema del cliente, per spiegare il suo punto di vista, da esperto.

In questa maniera, Fabio acquisisce fiducia da parte dell’utente, lo convince sulla base di fatti che evidenzia nel video e lo guida ad acquistare.

Il valore aggiunto di questi contenuti è la competenza che Fabio mette a disposizione di un potenziale cliente: in lui trovano risposte a domande specifiche.

Questo crea empatia e fiducia che spesso, come nel suo caso, si traduce in vendite.

I risultati ottenuti in 3 mesi lavoro sono:


14 video pubblicati, 65 richieste di assistenza che si sono trasformate in € 6.890,00 incassati grazie a questi video.

Come fai a saperlo? Traccio i risultati con un CRM ( ma ti parlerò di questo in un video a parte) e l’assistenza chiede sempre come ci ha conosciuto.

Questo per dirti che a volte la qualità del racconto fa la differenza.

In un mercato così competitivo come quello di un e-commerce online, Fabio ci ha messo la faccia e ha creato una community di persone che si fida di lui a cui può rivolgersi per fare altre vendite, a costi relativamente bassi.

P:S Non me ne vogliano i videomaker professionisti, ma con Fabio abbiamo usato un banale stabilizzatore, una ring light e tanta pazienza, oltre che alla mia consulenza.

Trucco numero 2: Convivi con il pregiudizio e usalo a tuo favore

fight

Quando hai una strategia basata sul raccontarsi, i tuoi dubbi in merito alla possibilità di essere screditato, accusato e copiato dai tuoi concorrenti sono concreti.

Se pensi di poter parlare a tutti, non stai parlando a nessuno.

Non puoi piacere a tutti.

Qui non si tratta di dire che uno è migliore rispetto ad un altro.

Quello che cerco di fare ogni giorno è raccontare obiettivi, sogni, ad un pubblico con caratteristiche, interessi e bisogni precisi.

Devi essere ben consapevole che, per arrivare al tuo pubblico, devi esporti al giudizio di tutti, compresi quelli che non sono i destinatari della sua comunicazione.

Compresi quelli che sono i tuoi diretti e indiretti concorrenti.

Solo superando la paura del giudizio potrai raccontare con autenticità le tue storie.

Non sei il migliore di tutti, sei diverso perché ti esponi e perché hai delle cose (sensate) da dire.

L’esempio che qui voglio portarti è in merito ad un hotel a Roma, (anche qui non sono autorizzata a divulgare nessun dato).

Roma è la capitale, vanta migliaia di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere.

Per questo albergo, abbiamo creato una serie contenuti sui social volti a raccontare i dintorni dell’hotel.

Quando tutti gli altri si fermano ai grandi monumenti, noi abbiamo puntato sulla rete di botteghe piccole, negozietti artigianali e osterie ruspanti.

Abbiamo cosi creato un percorso enogastronomico personalizzato per raccontare l’esperienza di vacanza a Roma , in quell’albergo.

Questo progetto ha scatenato online le ire delle attività commerciali non citate.

Il pubblico che ha poi scelto di soggiornare in questo Hotel è stato colpito positivamente da questa filosofia, avendo anche vantaggi ( non solo economici con questi “partner scelti ”, ma anche esperienziali).

Fare squadra anche con i vicini si è rilevato POTENTISSIMO per tutti.

NB. Qui non ho dati empirici sul ritorno nell’investimento da mostrarti perché offline le misurazioni sono difficili ( MA non impossibili, eh).

L’unico dato interessante calcolato è stato un + 13% di prenotazione dirette (senza intermediari e senza commissioni), rispetto all’anno precedente, richiedendo informazioni su questi percorsi enogastronomici.

non male, no Non male, no?!

Trucco numero 3: Racconta di te e della tua impresa

Non basta premere il REC della telecamera per produrre contenuti efficaci.

Bisogna creare una strategia che disegna gli strumenti da usare.

Ah, ma mancano all’appello budget e collaborazione.

Il budget  serve per realizzare i contenuti, ma anche per farlo vedere al pubblico.

Collaborazione: credo nel gioco di squadra e credo che il Web marketing non sia completamente delegabile all’esterno.

Nessuno meglio di te conosce la tua azienda.

Per questo ti dico che se  stai cercando qualcuno che faccia squadra con te e la tua organizzazione, potremmo lavorare insieme.

Dico potremmo, perché ogni azienda è un mondo a sé, bisogna essere consapevoli del fatto che è necessario del tempo da dedicare, ma anche nelle risorse da investire.

Ma parliamone, prima di fasciarci la testa.

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