Se gestisci un hotel, probabilmente conosci già il problema: le OTA ( Booking, Expedia) portano prenotazioni, ma si portano via anche una parte del margine.
E quando la bassa stagione bussa alla porta, non puoi sperare che “qualcuno prenoti per magia”.
Ecco il punto: non è che i portali siano “il male”.
Il problema nasce quando diventano l’unico rubinetto aperto.
Se per qualsiasi motivo i portali calano, cambiano algoritmo, aumentano concorrenza o ti abbassano visibilità… tu resti senza piano B.
Google Ads per hotel è quel piano B che, se impostato bene, può diventare piano A.
Perché ti permette di intercettare persone che stanno già cercando di prenotare e portarle direttamente sul tuo sito, nel momento esatto in cui sono pronte a prenotare.
In questa guida vediamo come funziona Google Ads per hotel, quali campagne usare, quanto investire e quali errori evitare.
Forse, stai sbagliando qualcosa
Parla con un consulente Google ads per hotel
Cos’è Google Ads per hotel e come funziona davvero
Google Ads è la piattaforma pubblicitaria di Google.
Semplificando: paghi per essere visibile quando qualcuno cerca un hotel come il tuo.
Ma attenzione: non è solo “mettere un annuncio”.
Quando diciamo “Google Ads per hotel”, molti pensano subito al classico annuncio testuale in alto su Google.
In realtà Google Ads è un ecosistema: puoi farti vedere in più punti strategici, ognuno con un ruolo diverso.
Il concetto chiave è questo:
non stai pagando per “essere visto” a caso, stai pagando per farti trovare nel momento giusto.
E quel “momento giusto” cambia in base a dove si trova l’utente nel suo percorso d’acquisto.
C’è chi:
- sta scegliendo dove andare
- sta confrontando gli hotel
- sta per prenotare
- ha visto il tuo sito e poi è sparito
Google Ads per hotel ti permette di essere presente in tutte queste fasi:
1) Ricerca Google: l’annuncio che intercetta chi vuole prenotare
Quando parlo di Ricerca Google, intendo la pagina “classica” di Google: quella in cui una persona scrive una domanda o una ricerca (da smartphone o da computer) e Google mostra una lista di risultati.
Esempio banale: apri Google e scrivi “hotel a Firenze”.
Tutto quello che vedi nella pagina di Google è Google Search.
Dentro questa pagina ci sono due tipi di risultati:
- Risultati organici: quelli “gratuiti”, che dipendono da SEO, autorevolezza e contenuti.
- Annunci Google Ads: quelli che compaiono in alto (e a volte in basso) e sono contrassegnati dalla scritta “Sponsorizzato”.
Quando un hotel fa Google Ads sulla Ricerca, sta pagando per essere visibile esattamente nel momento in cui una persona sta cercando dove dormire.
La Ricerca Google è lo spazio più potente per un hotel, perché qui le persone cercano con un obiettivo preciso.
Esempi di ricerche:
- “hotel a Lecce centro”
- “hotel vicino aeroporto Catania”
- “dove dormire a Palermo”
- “hotel con spa Toscana”
- “hotel 4 stelle Milano”
Chi fa queste ricerche non sta “curiosando”: sta cercando una soluzione.
Perché questa posizione è così importante?
Perché ti fa comparire prima che l’utente finisca dentro i portali o dentro le comparazioni infinite.
Situazione tipica:
Una persona cerca “hotel a Bari centro”.
Se tu non ci sei, clicca su Booking, vede 30 strutture… e tu sei in mezzo alla folla.
Se tu invece ci sei con un annuncio che dice:
“Hotel in centro a Bari | Parcheggio + Colazione inclusa | Prenota dal sito ufficiale”, hai catturato attenzione e hai portato l’utente dove vuoi tu, ossia sul tuo sito diretto.
Qui si lavora molto con:
- keyword locali
- keyword “vicino a” (stazione, aeroporto, spiaggia, centro storico)
- keyword legate ai servizi (spa, piscina, family, pet friendly)
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2) Annunci su Google Maps: quando l’utente è già sul territorio (o ha una meta in mente)
Google Maps non è solo “la mappa per arrivare”.
Per molte persone è diventato un vero motore di ricerca locale: cercano lì dentro come cercherebbero su Google.
E sai perché è così interessante per un hotel?
Perché su Maps, l’utente di solito non sta “facendo un giro turistico mentale”.
Sta già ragionando in modo concreto:
- dove mi trovo
- quanto dista
- quanto costa
- quanto è affidabile (recensioni)
- come prenoto
Quindi la qualità del traffico è spesso altissima.
Molti hotel investono su:
- Booking
- Social
- a volte Google Search
e dimenticano Maps.
Ma Maps intercetta due momenti perfetti per un hotel:
- l’urgenza (mi serve una camera adesso o a breve)
- la scelta guidata dalla posizione (voglio stare vicino a un posto specifico)
E quando l’utente ragiona con urgenza e posizione… spesso prenota più velocemente.
Mi spiego meglio: queste sono le 2 modalità tipiche dell’utente su Maps:
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1) “Sono qui, mi serve un hotel adesso”
È l’utente “last minute”, quello che sta già sul territorio.
Situazioni tipo:
- turista arrivato in città e vuole una notte in più
- ritardo di treno/aereo, serve una sistemazione
- viaggio di lavoro improvviso
- coppia che decide all’ultimo un weekend
- persone che cercano un hotel “vicino a me” perché sono stanche e vogliono risolvere
Questo utente che è già sul posto, va direttamente su Google Maps e analizza il territorio secondo queste ricerche:
- “hotel vicino a me”
- “hotel stazione”
- “hotel aeroporto”
- “hotel centro”
- “hotel 4 stelle”
Qui Maps è fortissimo perché l’utente guarda: distanza in minuti da un punto d’interesse, recensioni, foto, prezzo e prende una decisione rapida.
È un utente spesso più “pronto” di quello che cerca genericamente su Google, perché ha già un contesto reale: è lì.
2) “Sto organizzando: voglio capire cosa c’è in zona”
Qui l’utente non è ancora arrivato, ma sta pianificando in modo molto concreto.
Situazioni tipo:
- deve andare a una fiera e vuole un hotel vicino
- ha un appuntamento in un punto specifico della città
- vuole stare vicino a una spiaggia o al centro storico
- ha una crociera o un traghetto e cerca vicino al porto
- vuole ridurre spostamenti (famiglie, anziani, business)
Quindi pur non essendo sul posto, analizza il territorio tramite Google Maps con ricerche tipiche come :
- “hotel vicino [nome luogo]”
- “hotel vicino porto Palermo”
- “hotel vicino ospedale/campus/fiera”
- “hotel vicino centro storico”
- “hotel vicino spiaggia”
In questo caso Maps è perfetto perché l’utente sta facendo una cosa che su un sito non può fare bene:
visualizzare la posizione reale.
Non vuole “la descrizione”, vuole capire subito:
- quanto dista
- se è comodo
- se è vicino a ciò che gli serve
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3) Annunci su YouTube: farti ricordare (e recuperare chi stava per prenotare)
Gli annunci YouTube sono video pubblicitari che compaiono mentre le persone guardano contenuti su YouTube, esattamente come succede in TV, ma con una differenza enorme: su YouTube puoi decidere a chi farli vedere.
In pratica tu, hotel, paghi per mostrare un breve video a utenti selezionati, e puoi farlo in due modi principali:
1) Annunci “prima del video” (quelli che vedi prima di un contenuto)
Sono i classici video che compaiono:
- prima che inizi il video scelto dall’utente
- oppure durante (meno usati per hotel)
- oppure subito dopo
Alcuni si possono saltare dopo pochi secondi, altri sono brevi e non si possono saltare.
Situazione tipo: una persona sta guardando un video su “cosa vedere a Palermo” o “weekend in Sicilia” e prima parte un tuo breve video dell’hotel.
2) Annunci che compaiono tra i risultati o nei suggeriti (tipo “vetrina”)
A volte l’annuncio non interrompe un video, ma appare come contenuto consigliato o nei risultati di YouTube, con la scritta “Annuncio”. In quel caso l’utente lo guarda solo se clicca.
YouTube non è la prima leva per “prenotazioni immediate”. Ma è potentissima in due casi:
A) Remarketing: “ti sei dimenticato di me? Ti ricordo io”
Un utente arriva sul tuo sito, guarda le camere, controlla i prezzi… e poi se ne va senza prenotare. Non significa che non sia interessato: forse vuole confrontare altri hotel, parlarne con il partner o semplicemente pensarci un po’.
E qui entra in gioco il remarketing è una tecnica che ti permette di “ricordare” il tuo hotel a quell’utente mentre naviga altrove su internet. Ad esempio, mentre guarda un video su YouTube, può comparirgli un annuncio che dice: “Weekend relax con spa e colazione inclusa. Ultime camere disponibili.”
In pratica, il remarketing ti permette di restare nella mente delle persone che hanno già mostrato interesse. Quel piccolo promemoria spesso basta a farle tornare sul tuo sito… e prenotare.
B) Branding: se sei in una zona competitiva
Se sei in una località dove ci sono 50 hotel simili, YouTube ti aiuta a:
- aumentare fiducia
- renderti riconoscibile
- far ricordare il tuo nome
E sai qual è la cosa bella?
Non serve uno spot hollywoodiano. Anche un video semplice, girato bene (camere, vista, colazione, piscina) funziona.
La cosa importante non è “fare un video”.
È decidere a chi mostrarlo.
Con YouTube Ads puoi “colpire utenti” con determinate caratteristiche, ad esempio:
- persone interessate a viaggi e hotel
- persone che stanno cercando contenuti sulla tua destinazione
- persone in una certa area geografica
- persone che parlano una certa lingua
- e soprattutto: persone che sono già state sul tuo sito (remarketing)
4) Annunci su siti e app partner (Display): i banner che inseguono gli indecisi
La rete Display è quando vedi banner pubblicitari mentre leggi notizie, guardi ricette o controlli il meteo.
La Display è utile soprattutto per:
- remarketing
- rinforzo del brand
- promozioni su periodi specifici
Ecco una situazione tipica: un utente entra sul sito del tuo hotel, guarda le camere e poi chiude.
Il giorno dopo:
- mente sta guardando un sito di ricette
- gli compare un banner del tuo hotel con scritto
- “Prenota dal sito ufficiale: miglior tariffa + late check-out”
Questo serve a una cosa precisa: riportarlo sul sito, per completare la prenotazione diretta.
Perché molte prenotazioni non avvengono subito.
Avvengono al secondo o terzo contatto.
5) Annunci su Google Travel
Google Travel è la sezione di Google dedicata ai viaggi, dove gli utenti possono:
- cercare hotel in una destinazione
- confrontare prezzi e disponibilità per date specifiche
- vedere foto, recensioni, posizione su mappa
- scegliere da quale canale prenotare (sito ufficiale o OTA)
In pratica, Google Travel è come un grande “comparatore” integrato dentro Google, dove l’utente fa la cosa più normale del mondo: mettere a confronto le opzioni e decidere dove prenotare.
Dove lo trova un utente?
Anche se molti non lo chiamano “Google Travel”, ci entrano continuamente senza rendersene conto.
Succede in due modi principali:
1. Quando cercano “hotel + destinazione” su Google
Esempio: “hotel a Firenze”
Google spesso mostra un box con mappa, strutture e prezzi. Cliccando, l’utente entra nell’area “Travel”.
2. Quando aprono la scheda di un hotel su Google
Quella che compare quando ti cercano per nome o su Maps.
E lì trovano una sezione con scritto più o meno:
- “Prezzi”
- “Disponibilità”
- “Confronta tariffe”
E in quel punto iniziano a vedere sito ufficiale, Booking, Expedia, ecc.
Perché Google Travel è il posto in cui l’utente sta facendo la cosa più delicata per te: confrontare prezzo, condizioni e canali di prenotazione.
E qui succede spesso questa situazione:
“Mi piace questo hotel… però prenoto da Booking, è più semplice.”
“Mi piace questo hotel… però prenoto da Booking, che mi fido di più.”
Quindi il problema non è solo che l’utente scelga un altro hotel.
Il problema è che anche se sceglie te… potrebbe prenotare tramite OTA e tu paghi la commissione.
Cosa vede l’utente su Google Travel (quando sta scegliendo davvero)
Quando l’utente è dentro Google Travel o nella scheda del tuo hotel, può vedere:
- foto e punti forti della struttura
- recensioni e punteggio
- posizione precisa su mappa (e distanze: centro, mare, aeroporto ecc.)
- prezzi per date specifiche
- disponibilità reale
- elenco dei canali di prenotazione
E spesso tra quei canali compaiono:
- sito ufficiale
- Booking
- Expedia
- altre OTA o comparatori
Ed è qui che si decide una cosa fondamentale: prenota dal tuo sito o prenota dal portale?
Google Travel diventa utile per l’hotel quando ti permette di:
- comparire proprio nel momento della scelta, cioè quando l’utente ha già le date e sta decidendo.
- mostrare il tuo prezzo in modo chiaro e immediato, non “entra e cerca”, ma “vede e confronta”.
- competere nello stesso spazio dove le OTA ti rubano la prenotazione. Ovvero: se l’utente è pronto a prenotare e tu sei presente bene, puoi portarlo sul sito ufficiale.
La differenza tra annunci per hotel su Google e sui social
Su Instagram la gente è in modalità “intrattenimento”.
Su Google è in modalità “risolvo un bisogno”.
Quando un albergatore mi dice:
“Ma io già pubblico su Instagram… perché dovrei investire anche su Google Ads?”
La risposta non è “perché Google è meglio”.
La risposta è: perché stanno servendo due momenti mentali completamente diversi.
Instagram è come una passeggiata in centro con le vetrine accese: guardi cose belle, ti fai ispirare, magari salvi qualcosa per “un giorno”.
Scorri e trovi:
- un reel di un tramonto sul mare
- una camera super elegante
- una colazione che sembra un set fotografico
- una spa con luci soffuse
E magari pensi:
“Che bello… ci andrei.”
Ma poi l’utente fa quello che fanno tutti: continua a scrollare.
Non perché l’hotel non gli piace, ma perché in quel momento non sta prendendo una decisione concreta.
Sta solo assorbendo input.
Quindi Instagram è ottimo per:
- farti conoscere
- aumentare desiderio
- costruire brand
- restare in testa
Ma difficilmente è il posto dove un utente dice: “Ok, prenoto adesso”.
Succede, sì, ma non è la regola.
Google è completamente diverso.
Google è come quando hai fame e vuoi un ristorante aperto vicino a te.
Stessa cosa per gli hotel.
Quando una persona va su Google e scrive:
- “hotel 4 stelle Lecce centro”
- “hotel vicino stazione Bologna”
- “hotel con spa e piscina Toscana”
sta dicendo una cosa molto chiara:
“Ho un problema da risolvere e sto cercando una soluzione adesso.”
Non sta cercando intrattenimento.
Sta cercando una risposta.
Ed è qui che Google Ads è potentissimo: perché ti mette davanti agli occhi di chi è già pronto a scegliere.
Forse, stai sbagliando qualcosa
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Perché usare Google Ads per hotel: cosa cambia davvero per il tuo fatturato
Google Ads può aiutarti a risolvere 4 problemi molto comuni negli hotel.
1) Prenotazioni dirette più alte (e commissioni più basse)
Se oggi fai 100 prenotazioni e 80 arrivano dai portali, tu stai pagando commissioni su quasi tutto il tuo fatturato.
Con Google Ads puoi aumentare la quota di prenotazioni dirette, quindi:
- più margine
- più controllo sul cliente
- possibilità di fare upsell (spa, cena, late check-out, transfer)
2) Riempire le camere nei giorni “morti”
Molti hotel non hanno un problema di “mancanza di richiesta” in assoluto. Hanno un problema di richiesta concentrata: weekend pieni e infrasettimanale vuoto.
Ed è un problema che pesa doppio, perché i costi fissi (personale, utenze, pulizie, colazioni) restano lì anche quando le camere restano invendute.
Google Ads per hotel è utile proprio qui perché ti permette una cosa che né i portali né i social ti danno con la stessa precisione: attivare domanda mirata solo per i giorni che vuoi riempire, intercettando persone che stanno cercando una soluzione compatibile con quelle date.
Perché funziona meglio delle OTA in questo caso?
Le OTA ti portano domanda “mista” e spesso ti spingono a competere sul prezzo.
Con Google Ads per hotel , invece, puoi:
- parlare a chi cerca un hotel per motivi specifici (lavoro, eventi, trasferte)
- farlo nei giorni in cui hai disponibilità
- con messaggi coerenti con quel bisogno (non “offerta a caso”, ma “soluzione comoda”)
In pratica: non stai cercando di vendere martedì a chi vuole il weekend.
Stai cercando chi ha bisogno proprio di martedì.
3) Attirare clienti migliori (non solo “prezzo più basso”)
Quando si parla di pubblicità, molti hotel cadono nella trappola più comune: pensare che l’unico modo per ottenere prenotazioni sia abbassare il prezzo.
Con Google Ads per hotel, non sei obbligato a giocare quella partita.
Perché Google Ads ti permette di decidere a chi vuoi parlare in base a quello che sta cercando.
Tradotto: invece di attirare chi cerca “il più economico”, puoi attirare chi cerca “il più adatto”.
E, di solito, “il più adatto” è anche:
- meno sensibile al prezzo
- più propenso a prenotare diretto se percepisce valore
- più interessato a servizi extra (spa, cena, upgrade)
- più soddisfatto, quindi più recensioni positive. Google Ads non serve solo per fare sconti.
Puoi scegliere keyword e messaggi per attrarre clienti che cercano valore, non solo risparmio:
- hotel romantico
- hotel con spa
- hotel vista mare
- boutique hotel
- family hotel
Quando una persona cerca su Google, spesso sta già dicendo che tipo di esperienza vuole.
E questo è il punto: con Google Ads non devi parlare a “tutti”, puoi parlare solo a chi sta cercando quel tipo di hotel.
Se scegli keyword e annunci legati a un bisogno specifico (romantico, spa, vista mare…), filtri in automatico:
- meno curiosi
- meno “cacciatori di prezzo”
- più persone disposte a pagare per ciò che vogliono davvero
1) Ad esempio, chi cerca “Hotel romantico” di solito non sta facendo shopping sul prezzo; sta cercando atmosfera, privacy, dettagli.
Quindi ha senso scrivere annunci su Google ads per Hotel con keyword tipiche:
- hotel romantico + città
- weekend romantico + località
- hotel per coppie + zona
- camera con jacuzzi + città (se pertinente)
e con messaggi che parlano a chi sta cercando quel tipo di esperienza:
- “Weekend romantico per coppie | Late check-out | Prenota dal sito ufficiale”
- “Camere curate e atmosfera intima | Perfetto per anniversari”
2) Chi cerca “Hotel con spa” vuole un beneficio preciso: relax.
E quando il bisogno è chiaro, il confronto si sposta dal prezzo a “quanto mi fai stare bene”.
In questo caso gli annunci saranno scritti con keyword tipiche come:
- hotel con spa + città
- hotel con piscina riscaldata + zona
- weekend spa + regione/località
con messaggi che comunicano un certo tipo di esperienza:
- “Spa e piscina | Percorsi relax | Miglior tariffa sul sito ufficiale”
- “Weekend benessere | Prenota e rilassati davvero”
3) Chi cerca “vista mare” sta dicendo: “voglio un’emozione, non solo un letto”. E spesso è disposto a pagare un extra pur di avere quella caratteristica.
Le Keyword tipiche utilizzate in questo frangente sono:
- hotel vista mare + località
- camera vista mare + città/paese
- hotel sul mare + zona
Messaggi che convertono:
- “Camere vista mare | A due passi dalla spiaggia | Prenota dal sito”
- “Terrazza vista mare | Colazione inclusa | Disponibilità limitata”
4) Chi cerca boutique hotel spesso vuole stile, intimità, cura dei dettagli. Non è un cliente che ragiona “a volume”. Ragiona “a scelta”.
Le Keyword adatte a questo tipo di ricerca possono essere:
- boutique hotel + città
- hotel di charme + località
- design hotel + zona
Messaggi che convertono:
- “Boutique hotel in centro | Poche camere, massimo comfort | Sito ufficiale”
- “Design e atmosfera | Esperienza unica | Prenota diretto”
5) “Family hotel”
Qui il driver non è il prezzo, ma la sicurezza: “posso stare comodo con i bambini?” e quindi le Keyword specifiche per questo tipo di bisogno sono:
- family hotel + località
- hotel per famiglie + zona
- hotel con camere family + città
- hotel vicino spiaggia per bambini + zona (se pertinente)
Messaggi che convertono:
- “Family room | Servizi per bambini | Prenota dal sito ufficiale”
- “Spazi comodi per famiglie | Colazione inclusa | Parcheggio disponibile”
4) Aumentare la visibilità quando serve (eventi, ponti, festività)
Google Ads è perfetto per i periodi “strategici”, tipo:
- Capodanno
- ponti (25 aprile, 1 maggio)
- fiere
- concerti
- eventi sportivi
Esempio classico: c’è un evento importante in città e tu hai ancora camere. Con Google Ads puoi creare una campagna mirata solo per quel periodo:
“Hotel vicino [evento] | Disponibilità limitata | Prenota dal sito ufficiale”
Quanto costa Google Ads per hotel?
Quanto devo spendere?
È normale chiederselo, perché nessuno vuole sprecare budget. La verità è che il costo dipende da diversi fattori, ma possiamo ragionare in modo pratico.
Da cosa dipendono i costi?
- Dalla concorrenza nella tua zona.
- Dalla stagione (alta, media, bassa).
- Da quanto è efficace la tua pagina di prenotazione e quanto è semplice completare la prenotazione.
Per iniziare, puoi partire da circa €15 al giorno per lingua. Se deciderai di lavorare con me, consiglio un periodo minimo di 3 mesi: è il tempo necessario per ottimizzare le campagne e ottenere risultati tangibili e misurabili.
Ma attenzione: non è il budget a fare la differenza, è come lo usi. Puoi spendere 500€ in modo efficace e ottenere più risultati di 2.000€ spesi male.
Le campagne Google Ads migliori per un hotel (con esempi reali)
Qui è dove molti albergatori “inciampano”, perché pensano che basti una campagna e via.
In realtà Google Ads per hotel funziona bene quando hai una struttura intelligente.
Cosa significa “struttura intelligente” per Google Ads hotel?
Significa creare un sistema con più campagne, ognuna con un compito preciso, come se fossero reparti diversi del tuo hotel.
Pensa così:
- la Search è la reception che accoglie chi sta entrando
- la Brand è la guardia che protegge il tuo nome
- il remarketing è il concierge che richiama chi stava per andarsene
- la Performance Max è il reparto marketing che espande la visibilità quando sei già rodato
- Google Hotel Ads è la vetrina “comparatore prezzi” dove si decide se prenotare diretto o OTA
Vediamo nel dettaglio ogni tipologia di campagna:
Campagne Search: intercettare chi sta prenotando
Le campagne Search sono quelle che appaiono quando qualcuno cerca su Google.
È la parte più potente per un hotel perché intercetta utenti in fase decisionale.
In queste tipologie di annunci, utilizziamo keyword ad alta intenzione:
- hotel + città
- hotel centro + città
- hotel vicino stazione/aeroporto
- hotel con spa/piscina
- dormire a + città
Campagna Brand: proteggere il tuo nome (anche se ti sembra inutile)
Molti hotel non fanno campagne sul proprio nome.
E poi succede questo:
Uno cerca “Hotel Miramare Palermo” e cosa trova?
- Booking
- Trivago
- Expedia
- magari anche un competitor con annunci aggressivi
Risultato: la persona finisce su Booking e tu paghi la commissione… anche se ti stava cercando direttamente.
La Campagna Brand è protegge il tuo nome, reindirizzando le persone che cercavano sul tuo sito ufficiale.
Il tuo annuncio, se fatto bene, è arricchito da frasi come “Sito ufficiale”, “Miglior tariffa garantita” ( se vero), “Late check-out gratuito”, “Parcheggio incluso” che rassicurano l’utente.
Performance Max: ottima se hai già fondamenta solide
Performance Max (PMax) è una campagna che mostra annunci su più canali in automatico: Ricerca, Maps, YouTube, Display, Gmail, Discover.
È come dire a Google: “Vai e trova clienti dove vuoi tu.”
E quando funziona bene, è una bomba 💣
Ma quando parti da zero… può diventare una giostra.
Perché all’inizio può essere un problema?
Perché se il tracciamento non è perfetto, il booking engine è macchinoso, non hai dati storici, Google non ha abbastanza “informazioni” per capire quali persone portano prenotazioni.
Meglio partire così:
- Search + Brand (controllo totale)
- Remarketing (recupero utenti)
- PMax solo dopo
- Display e YouTube: il “rientro” degli indecisi
La maggior parte delle persone non prenota al primo clic.
Soprattutto se:
- stanno scegliendo tra 3 hotel
- stanno aspettando conferma ferie
- stanno confrontando prezzi
Il remarketing serve esattamente a questo: riportare l’utente sulla prenotazione.
Google Hotel Ads: strumento specifico dentro la strategia Google Ads per hotel
Qui è fondamentale fare una distinzione, perché spesso si fa confusione tra i due concetti.
Google Ads per hotel è il contenitore: comprende tutte le campagne che puoi attivare per promuovere la tua struttura su Google (Search, Brand, Performance Max, Display, YouTube e remarketing).
Google Hotel Ads, invece, è uno strumento specifico, pensato esclusivamente per le strutture ricettive: permette di mostrare prezzi e disponibilità direttamente su Google, proprio mentre l’utente sta confrontando le opzioni.
In particolare, Google Hotel Ads appare spesso:
- su Google Travel
- nella scheda dell’hotel su Google (dove l’utente vede il confronto tra sito ufficiale, Booking, Expedia e altri canali)
Perché è utile?
Perché intercetta le persone nel momento più “caldo”: quando hanno già scelto una zona, hanno delle date in mente e stanno valutando a chi affidare la prenotazione.
Esempio pratico: come Google Hotel Ads lavora insieme a Google Ads “classico”
Immagina questo scenario, che succede ogni giorno:
Un utente cerca su Google:
“hotel 4 stelle Firenze centro”
Qui entra in gioco una campagna Search: tu compari tra i primi risultati con un annuncio tipo:
“Hotel 4 stelle in centro | Colazione inclusa | Miglior prezzo dal sito ufficiale”
L’utente clicca, entra nel tuo sito, guarda camere e prezzi.
Poi però fa quello che fanno in tanti: confronta.
Apre Google Travel o torna su Google e controlla la scheda hotel.
In quel momento vede varie opzioni di prenotazione:
- sito ufficiale
- Booking
- Expedia
- altri portali
Ed è qui che può succedere la “fregatura” classica: anche se ha scelto te… prenota su Booking per comodità.
Con Google Hotel Ads, invece, tu puoi essere presente anche in questa fase di confronto, mostrando chiaramente la tua tariffa (e portando l’utente sul sito ufficiale).
Risultato: aumentano le possibilità che la prenotazione diventi diretta, non “mediata”.
Ma attenzione: Google Hotel Ads non sostituisce le campagne Search.
Google Hotel Ads è perfetto nella fase di confronto, ma non prende il posto delle Search.
Regola pratica:
Campagne Google Search = intercetti la domanda prima (quando l’utente sta cercando un hotel in zona)
Campagne Google Hotel Ads = intercetti la scelta dopo (quando l’utente confronta prezzi e canali)
Insieme, sono una combinazione molto efficace per aumentare le prenotazioni dirette e ridurre la dipendenza dalle OTA.
Errori comuni con Google Ads per hotel (e come evitarli)
Google Ads per hotel può diventare un acceleratore di prenotazioni dirette… oppure un rubinetto di budget che perde soldi ogni giorno.
La differenza, quasi sempre, sta in questi errori (molto comuni) che fanno tanti hotel quando iniziano.
1) Usare keyword troppo generiche (e pagare clic inutili)
Keyword come “hotel”, “vacanza”, “resort” sembrano una buona idea perché portano volume.
Il problema è che portano anche troppe persone sbagliate.
Chi cerca “hotel” potrebbe voler dire tutto e niente:
- sta ancora scegliendo la destinazione
- cerca informazioni generiche
- sta guardando senza intenzione di prenotare
- confronta per curiosità
Risultato: clic costosi, tante visite, poche prenotazioni.
Come evitarlo: punta su keyword più specifiche e “pronte alla scelta”, ad esempio:
- hotel 4 stelle + città
- hotel centro + città
- hotel vicino stazione/aeroporto
- hotel con spa/piscina + zona
Più la ricerca è precisa, più l’utente è vicino alla prenotazione.
2) Non fare la campagna Brand (e regalare prenotazioni alle OTA)
Questo è uno degli errori più sottovalutati.
Molti hotel non fanno annunci sul proprio nome perché pensano: “Se cercano il mio hotel, tanto cliccano sul mio sito.”
In realtà spesso non succede.
Quando un utente cerca il nome della tua struttura, può trovare prima:
- Booking
- Trivago
- Expedia
- e a volte persino competitor
Risultato: l’utente prenota da un portale… e tu paghi commissione su un cliente che era già tuo.
Come evitarlo: attiva una campagna Brand sul nome del tuo hotel, con messaggi tipo:
- “Sito ufficiale”
- “Miglior tariffa garantita”
- “Late check-out incluso”
- “Parcheggio gratuito”
È una piccola spesa che spesso protegge una parte importante del fatturato.
3) Scrivere annunci “piatti” (senza un motivo per cliccare)
Se il tuo annuncio dice solo: “Hotel a Palermo”, sei uguale ad altri 20 risultati.
E quando l’utente non vede differenze… sceglie il più comodo o il più economico.
Come evitarlo: inserisci sempre almeno 1–2 elementi di valore reale, cioè motivi concreti per scegliere te.
Esempio migliore: “Hotel con parcheggio e colazione inclusa | Prenota dal sito ufficiale”
Oppure aggiungi:
- “A 3 minuti dalla stazione”
- “Spa e piscina riscaldata”
- “Family room disponibili”
- “Vista mare e terrazza”
- “Cancellazione flessibile”
L’annuncio deve rispondere alla domanda implicita dell’utente: “Perché dovrei cliccare proprio su questo hotel?”
4) Non tracciare le prenotazioni (e prendere decisioni a istinto)
Questo è l’errore più pericoloso. Se non misuri le azioni reali (prenotazioni, richieste, chiamate), Google Ads diventa un gioco a sensazione:
- “secondo me sta andando”
- “mi sembra che arrivino persone”
- “boh, ho visto più visite”
Ma le visite non pagano le bollette.
Le prenotazioni sì.
Come evitarlo: imposta il tracciamento corretto delle conversioni, almeno su:
- prenotazioni completate (booking engine)
- invio form preventivo
- chiamate da mobile
- clic sul bottone “Prenota”
Solo così puoi capire:
- quali campagne portano fatturato
- quali keyword convertono
- dove stai sprecando budget
5) Mandare traffico su una pagina che non aiuta a prenotare (e perdere clienti già caldi)
Questo è uno degli errori più comuni negli hotel: la campagna porta utenti interessati… ma poi li manda su una pagina che non li guida alla prenotazione.
Succede spesso quando l’annuncio manda a:
- homepage generica (bella, ma dispersiva)
- pagina con tante informazioni ma senza un percorso chiaro
- sito lento o poco mobile-friendly
- booking engine difficile da usare
Risultato tipico: l’utente entra, guarda 10 secondi… e torna su Google per scegliere un altro hotel o peggio preferisce prenotare direttamente su Booking, perché è più semplice farlo.
E la cosa peggiore è che spesso non è colpa dell’annuncio.
È che l’utente non ha trovato “la strada per prenotare” abbastanza semplice.
E tu hai appena perso una prenotazione diretta che era praticamente in mano.
Forse, stai sbagliando qualcosa
Parla con un consulente Google ads per hotel
Google Ads per hotel conviene davvero?
Sì, conviene eccome, ma a una condizione: smettere di considerarlo “pubblicità” e iniziare a vederlo per quello che è davvero.
Un sistema di acquisizione prenotazioni, attivo mentre tu stai gestendo camere, staff, colazioni e check-in.
Google Ads per hotel funziona quando intercetta una domanda che esiste già (persone che stanno cercando dove dormire) e la trasforma in azione: clic, visita, disponibilità, prenotazione.
Non è magia, è metodo.
Il risultato è concreto:
- più prenotazioni dirette (quindi più margine)
- meno dipendenza dai portali e dalle loro regole
- controllo totale su periodi, camere e obiettivi (bassa stagione, infrasettimanale, last minute, eventi)
- numeri chiari e misurabili: sai cosa funziona, cosa ottimizzare e dove stai guadagnando
E soprattutto cambia una cosa importante: non stai più aspettando che le prenotazioni arrivino “quando capita”.
Stai guidando tu la domanda, invece di inseguirla.
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FAQ: Google Ads per hotel e prenotazioni dirette
Perché intercetta persone che stanno già cercando un hotel con intenzione di prenotare, non utenti in modalità “scroll”. Se compari quando l’utente digita ricerche come “hotel 4 stelle + città” o “hotel vicino stazione”, entri nel momento della scelta. È lì che si vincono prenotazioni dirette, prima che l’utente finisca dentro le OTA.
Perché spesso stanno pagando per clic, non per prenotazioni. Keyword troppo generiche, annunci senza valore, pagina sbagliata, niente remarketing, tracciamento assente: questi errori trasformano Google Ads in una spesa. Quando invece è strutturato bene, diventa un canale di vendita misurabile e scalabile.
Con una campagna Brand fatta bene. Senza, è facilissimo che l’utente cerchi il tuo nome e finisca su Booking “per comodità”, lasciandoti la commissione su un cliente che era già tuo. Un consulente specializzato imposta correttamente brand, varianti, estensioni e messaggi “sito ufficiale”, così la prenotazione resta in casa.
Se non tracci le prenotazioni, non lo sai. Impression e clic non pagano le bollette. Devi misurare prenotazioni reali, costo per prenotazione, valore medio e performance per device, aree e periodi. Un consulente serio mette in ordine tracking e lettura dati, così sai cosa sta generando fatturato e cosa va tagliato.
Se stai spendendo e non sai rispondere a queste 3 domande, ti serve un consulente:
- Quanto mi costa una prenotazione diretta (non un clic)?
- Quali keyword e campagne stanno portando fatturato?
- Quante prenotazioni sto perdendo a favore delle OTA anche quando mi cercano per nome?
Se la risposta è “non lo so”, stai guidando senza cruscotto: magari la macchina va, ma non sai dove stai perdendo soldi.
Un consulente serio parla di numeri e tracciamento, non di “visibilità” in astratto. In pratica:
- ti chiede come misuri oggi le prenotazioni e come intende tracciarle davvero
- ragiona su costo per prenotazione, margine e stagionalità, non solo su clic e impression
- ti spiega quali campagne userà e perché (Search, Brand, remarketing, poi eventualmente PMax/Hotel Ads)
- ti mostra un metodo di ottimizzazione (search terms, keyword negative, test annunci, coerenza landing)
Se senti frasi tipo “ti garantisco la prima posizione” o “mettiamo Performance Max e ci pensa Google”, è un campanello d’allarme.









